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PRP DISFUNZIONE ERETTILE
Domande frequenti (FAQ)
L’utilizzo del PRP per curare le patologie dell’apparato urogenitale sia maschile che femminile non è, in verità, una novità, ma è stato introdotto circa 20 anni fa negli Stati Uniti.
Recenti studi hanno, ad esempio, dimostrato come l’auto-infusione di sangue ad alta concentrazione di piastrine direttamente nella zona pelvica sia in grado di migliorare l’afflusso di sangue entro i corpi cavernosi nei pazienti affetti di impotenza dovuta a ridotta vascolarizzazione.
Le patologie in ambito uro-andrologico che possono essere trattate con questo metodo sono però molto più ampie:
Deficit erettile dovuto a fattori fisiologici quali pressione alta, insufficienza cardiaca, diabete, arteriosclerosi oppure rimozione totale o parziale della prostata a causa di tumori;
Malattia di La Peyronie, i cui sintomi sono la comparsa di dolore in presenza di erezione con successiva formazione di placche fibrose di tessuto sulla superficie dei corpi cavernosi che incurvano progressivamente il membro fino a rendere impossibile la penetrazione;
Dolore pelvico cronico, dovuto a prostatiti, prostata ingrossata o cistiti croniche associate a dispareunia nella donna (dolore durante il rapporto sessuale);
Incontinenza urinaria da sforzo sia nell’uomo sia nella donna.
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